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Nei tempi in cui si adoravano gli Spiriti di cui si credeva fossero animati gli elementi della Natura si divinizzò il fulmine che atterra, la fiamma che divora, il vento che scuote, terrificanti fenomeni che contribuirono alla costruzione delle fondamenta del mito greco. Più tardi l’uomo riuscì a non farsi più solo atterrire dalla potenza del Creato ma anche ispirare: emozione, stupore, poesia e i Poeti crearono I MITI, favole che cantavano la sua bellezza, pericolosità e generosità.

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mercoledì 3 ottobre 2012

A CACCIA di RELIQUIE - Il Santo Graal


I primi santi e i primi martiri cristiani erano orientali e l’abitudine a venerare i luoghi dove erano stati sepolti, con la convinzione che i loro corpi potessero operare miracoli, si diffuse nel mondo occidentale assai presto.

Per questo, un numero impressionante di pellegrini erano pronti ad affrontare lunghi ed estenuanti viaggi per raggiungere quelle tombe e vedere qualche santa reliquia: ossa, capelli, lembi di abiti, ecc…

All’inizio lo scopo era solo quello di vedere e venerare quei resti, ma poi subentrò il desiderio e qualche volta la necessità, di possederne. Per se stessi o per esporle in qualche Chiesa o Santuario.

Portar via una reliquia era piuttosto facile e i “cacciatori di reliquie”, monaci, cavalieri, pellegrini, erano molto attivi.

Le reliquie più importanti, però, erano quelle riguardanti il Cristo e la Passione: il Calice dell’ultima cena, la Croce, la Lancia che gli aveva trafitto il costato, la Corona di spine, ecc… , ma quelle non erano davvero alla portata di tutti, poiché erano avvolte di mistero e simbolismi e per questo, inavvicinabili.

Noi proveremo a seguire il percorso di alcune di loro, chiedendo il contributo per una maggiore chiarificazione, a chi possedesse più precise conoscenze al riguardo.

 

 

IL SANTO GRAAL

La leggenda del Santo Graal, più di ogni altra mistica credenza, governò l’animo ed a volte l’intera esistenza non solo di re e principi, ma  di tutto il popolo occidentale.

 

Perché  tanto interesse?

Non certamente per semplice curiosità o necessità di vedere  e toccare gli strumenti di tortura del Cristo, ma per ragioni assai più profonde.

 

Che cos’è il Santo Graal?

Graal, dal latino medioevale gratalis, significa: vaso, coppa, calice.

Il Graal era il calice usato dal Cristo nell’ultima cena con i suoi discepoli per mutare il vino nel suo sangue e lo stesso oggetto in cui sarebbe stato raccolto il sangue colato dalle sue piaghe mentre era sulla croce.

Secondo la tradizione, Giuseppe d’Arimatea, uno dei componenti del Sinedrio di Gerusalemme, contrario a quella condanna, portò con sé il Calice dell’Ultima Cena e raccolse il sangue colato dalla ferita prodotta dal colpo di lancia nel costato del Cristo. Egli conservò il sangue e lo custodì fino alla sua morte, quando lo affidò al fratello minore che lo portò in Bretagna, nel castello di Corbenic.

Da quel momento, del Santo Calice  non se ne seppe più nulla fino al Medio Evo: scomparso, si diceva, a causa delle iniquità degli uomini.

 

Fu proprio allora, intorno all’anno 1000-1100, che si aprì  la “caccia” alla Reliquia;  ebbe inizio, cioè, una ricerca su dove fosse finito il Calice.

La più famosa ed operosa fu quella, secondo una leggenda, intrapresa dai Cavalieri della Tavola Rotonda di re Artù, i quali, dopo lunghe ricerche,  finirono per rintracciarlo e lo portarono all’abbazia di Glanstorbury, dove il Santo Calice fu messo sotto custodia.

In quella ricerca, re Artù (personaggio, in verità, di cui sono in tanti a dubitarne l’esistenza), si sarebbe ispirato all’Ordine dei Cavalieri Templari (anche questi, custodi e cacciatori di reliquie di ogni genere); perfino il mantello dei Cavalieri della Tavola Rotonda era come quello dei Templari: bianco e con una Croce Rossa.

 

Per molti studiosi l’odierna Glanstorbury sarebbe la mitica Avalon di re Artù, dove, per l’appunto, era custodito il Santo Graal, ritrovato da Persifal,  Cavaliere senza macchia., Cavalieri Tavola Ropt

Solamente un cavaliere puro e senza macchia, secondo la leggenda, avrebbe potuto trovare e toccare il Calice: purezza dello spirito, però, più che purezza della carne. E soprattutto un cavaliere di grande generosità d’animo, privo di egoismo o protagonismo, che avesse avuto lo scopo di trovare la Reliquia non per se stesso, ma per il bene dell’umanità.

Al Sacro Calice, infatti, si attribuivano poteri soprannaturali, quali la Conoscenza, la Preveggenza, ecc… per cui le ricerche furono tali e tante, ma che culminarono, come bbiamo detto, in quelle di Artù e dei suoi Cavalieri.

Ai Cavalieri che tentavano l’impresa veniva consegnata la Sacra Lancia, quella con cui il centurione romano aveva dato il colpo di grazia al Cristo moribondo, e che era tenuto a restituire  al Signore di Avalon in caso di fallimento… Così, di Cavaliere in Cavaliere, si arrivò al successo di Parsifal, il Cavaliere-senza-macchia.

Lancia e Calice, dunque, erano due reliquie strettamente legate fra loro: la prima aveva prodotto il sangue del Cristo e la seconda lo conteneva e preservava.

 
Avalon
Per le sue straordinarie proprietà, però, il Santo Graal non fu mai considerato una semplice reliquia, ossia un oggetto fisico, ma piuttosto come una “forza spirituale”, mistica e sovrannaturale, capace di permeare di  sé l’animo umano, penetrarlo e colmarlo di luce e conoscenze.

Non solo: capace anche di assumere forma ed aspetto diversi. 

Forma di smeraldo, ad esempio, (ma questo porta ad un’altra leggenda dai contorni esoterici e ne parleremo quando tratteremo: Angeli e Demoni). 

O all’aspetto di una Colomba, ma anche questo porta ad un’altra credenza: quella legata alla Dottrina Catara. Secondo i Catari (considerati eretici)  Maria Maddalena portò il Calice a Ratis, in Francia, da Gerusalemme.  Sempre secondo i Catari, il Venerdì Santo, il Graal appariva sostenuto da due  Angeli e da una Colomba (manifestazione dello Spirito Santo), che vi deponeva l’Ostia consacrata direttamente da Dio.

 

Una leggenda, quella del Santo Graal, tra le più affascinanti, che per secoli ha catturato l’animo degli uomini per il suo mistero e simbolismo.

Pittura, Letteratura, Musica, Cinema, Filosofia… ogni forma d’Arte ne è stata espressione lungo i secoli ed ancor oggi.

 

Esistono, infatti,  ai nostri giorni ed in ogni parte del  mondo, ricercatori della Sacra Reliquia.

In Germania vi è una “Associazione Cercatori del Graal”, i cui associati si ispirano agli Ordini Cavallereschi.

Né mancano in Italia associazione quali: “Supremus Ordo Equestre Templi” oppure “Cavalieri del Santo Graal”, con orientamento politico ma con fini essenzialmente spirituali… si spera!

 

Il Santo Calice esiste davvero?

Possiede le “proprietà” che gli vengono attribuite?

Dove si troverebbe?

Qualcuno, puro di animo, riuscirà a ritrovarlo, dopo essere di nuovo scomparso a causa della iniquità degli uomini?

Da dove cominciare la ricerca?

Altri Paesi, oltre alla Germania, rivendicano il privilegio di aver custodito il Santo Graal per qualche tempo nella propria terra: La Francia, nella fortezza di Montsegur, la Spagna, nell’abbazia di Mont-serrat…. 

Forse si potrebbe cominciare da lì!

 

 

domenica 2 settembre 2012

MONDO SEGRETO: Sette e Cofraternite - Il Priorato di Sion


 

Questa, non vuole essere un’indagine, ma solo una personale opinione su una realtà inconfutabile: l’aspirazione dell’uomo di penetrare il mondo del mistero legato a stati di coscienza interiore, messaggi divini, fenomeni legati alla natura o altro ancora.

Un’aspirazione umana che ha percorso tutta la storia e forse anche la preistoria, inseguendo la ricerca di poteri e conoscenze che potessero essere utili alla comunità.

Un’aspirazione legittima e positiva che, però, molto spesso, si è  trasformata in strumento egoistico e negativo,  necessariamente occulto, attraverso cui esercitare sugli altri dominio ed opera di persuasione.

E’ il mondo delle  Sette, delle Confraternite e delle Società Segrete e, anche se diversa è l’origine e la finalità di ognuna di loro (politica, religiosa, economica, criminale), hanno tutte una cosa in comune: la segretezza e il raggiungimento di uno scopo prefisso.

 

- Il Priorato di Sion

 

Trattasi di una setta di cui dubito ci si sarebbe interessati se non fosse legata ad un episodio di isterismo culturale e letterario collettivo.

“CHRISTUS A.O.M.P.S. DEFENDIT”

(Christus Antiquus Ordo Mysticusque Prioratus Sionis Defendit : Cristo difende l’Antico ordine Mistico del Priorato di Sion)

Un Antico Ordine Mistico, lo definisce il suo fondatore.

Una setta, in realtà, fondata nel 1.956, che si ispirava ad una Confraternita del passato che portava lo stesso nome.

Il fondatore, Pierre Plantard, uomo dalla complessa personalità e dalla fervida immaginazione, era un razzista, rivoluzionario, anticlericale e con qualche conto in sospeso con la Giustizia.

Tipografo di professione, passò l’intera esistenza a creare falsi documenti, allo scopo di costruirsi un passato glorioso con radici lontane.

 

“C.I.R.C.U.I.T. » (Cavalleria di Istituzione e Regola Cattolica e di Unione Indipendente Tradizionalista) era il nome del giornale attraverso cui divulgare il proprio credo, le ricerche, le presunte conoscenze e le scoperte altrettanto presunte.

 

Le finalità di questa setta erano tante:

-         Restaurazione in Francia di una nuova Monarchia e Cavalleria.

-         Fondazione di un Sacro Impero d’Europa

-         Sostituzione della Chiesa Cattolica Romana con una nuova Religione di Stato universale e profetica.

Per realizzare tutto questo, Plantard e i suoi seguaci iniziarono una frenetica attività di stampa e divulgazione di documenti (più o meno  falsi), molti dei quali sulla figura del parroco di Rennes-le-Chateau, dove, secondo le sue ricerche, si trovava la tomba del Cristo.

 

In realtà, simpatizzanti e seguaci non mancavano: la ricerca di una Nuova Verità, surrogato di una religiosità inappagata e di una scienza fallibile, affascinava e catturava.

E poi, la tendenza del mondo occidentale a lasciarsi affascinare dall’occulto e dall’incomprensibile… quanto più occulto ed incomprensibile fosse…  Grazie anche al successo di un best seller dell’epoca (Le tresor maudit) ed alle inchieste televisive condotte da giornalisti come Lincoln ed a manoscritti e dossier pubblicati in un altro libro dalle vendite record (Il Santo Graal).

Tutto serviva alla Setta per legittimarsi e darsi una continuità con una Confraternita fondata da G. da Buglione durante le Crociate e che portava il nome di Priorato di Sion.

 

In realtà, pur riconoscendo  che l’Antica Confraternita sia potuta realmente esistere, non vi è oggi nessuna traccia che ne ricordi l’esistenza: né una chiesa, né un college, né altro.

Caduta nel dimenticatoio.

Nemmeno del Nuovo Priorato (che resuscitò quello antico) si sa più nulla dal 2.000, anno della morte del suo fondatore.

Se siamo ancora qui a parlarne, però, è perché un alone di mistero avvolge ancora questa setta. 

La capacità degli autori de il Santo Graal   e Il Codice da Vinci  di mescolare vero e falso è tale da indurre all’equivoco e far precipitare in un mare di congetture senza né capo né coda.

 

Nel Santo Graal   si riportano le liste di Grandi Maestri (tra cui Da Vinci, Botticelli, Hugo, Newton, ecc) e si parla di decifrazione di codici segreti, rebus, indizi nascosti in dipinti, ecc.  Si fanno congetture sulla fondazione dell’Ordine dei Templari.

Nel Codice da Vinci  e in Angeli e Demoni  (il primo, un’affascinante ed intrigante ricostruzione del mito e il secondo, un assai mediocre tentativo di proseguire sulla stessa rotta) l’autore spinge la propria vulcanica mente verso il fantasy più ad oltranza.

 

Una domanda:

-         La Sindone

-         Il Sacro Graal

-         L’Arca dell’Alleanza

-         Le varie reliquie sparse per il mondo

 

cosa rendono, queste ricerche,  così attuali ed appassionanti per l’uomo moderno?

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