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Nei tempi in cui si adoravano gli Spiriti di cui si credeva fossero animati gli elementi della Natura si divinizzò il fulmine che atterra, la fiamma che divora, il vento che scuote, terrificanti fenomeni che contribuirono alla costruzione delle fondamenta del mito greco. Più tardi l’uomo riuscì a non farsi più solo atterrire dalla potenza del Creato ma anche ispirare: emozione, stupore, poesia e i Poeti crearono I MITI, favole che cantavano la sua bellezza, pericolosità e generosità.

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domenica 13 luglio 2014

ANTICO EGITTO - PIRAMIDI... Cabala, Esoterismo e Profezie

oterismo, Profezie

PIRAMIDE... Cabala, Esoterismo, Profezie

                            PIRAMIDE... Cabala, Esoterismo, Profezie


Quale fu il risultato dell’applicazione del “cubito sacro” di Piazzi-Smith nella misurazione della Grande Piramide? Fu che la piramide di Keope divenne a sua volta una sorta di “unità di misura” per interpretare eventi, fenomeni e soprattutto il destino dell’umanità.
Naturalmente, partendo da un presupposto (il calcolo) tutt’altro che affidabile.
L’elenco di tutte le stravaganze che ne conseguirono é assai lungo e ne citeremo solo alcune.
Si giunse ad affermare che i costruttori della Grande Piramide erano in grado di calcolare:
- la lunghezza del raggio polare della Terra
- la distanza fra Luna e Terra
- la lunghezza dell’orbita terrestre nelle 24 ore.
- la durata esatta dell’anno civile (365 giorni), dell’anno bisestile (1 giorno in più dell’anno comune), dell’ anno astronomico (365 giorni, 6 ore e 49 minuti).
- la ripartizione delle terre emerse
- gli anni del ciclo della processione degli equinozi (calcolato, invece, solo nel 130 a.C.)
- la data precisa della creazione del mondo: 22/4/4004 a.C.
- la densità della sfera terrestre
- che il corridoio discendente interno della Piramide fosse una sorta di telescopio puntato sulla stella Alfa (costellazione del Drago)
e si dissero mille altre cose: non c’é branca scientifica che non sia stata accostata in qualche modo alla Piramide di Keope.

Si disse anche che il sarcofago rinvenuto nella camera funeraria fosse, anche questo, una sorta di unità di misura per calcolare le dimensioni dell’Arca dell’Alleanza e che la diagonale Nord-est della Piramide indicasse il Monte Ararat, dove la leggenda vuole che l’Arca si sia arenata dopo il Diluvio. Per quell’evento si fissò perfino la data: 4/4/1486 a.C.
Si affermò con sconcertante sicurezza che l’esodo ebbe inizio il 4/4/ 1846 a.C.

Come si giunse a queste enunciazioni?
Attraverso calcoli ottenuti servendosi del “cubito sacro” e cioé, dividendo il perimetro di base della Piramide per il quadrato della sua altezza, ottenendovi un P greco di 3,1416 cm.
Nota: all’epoca, la base della piramide era ricoperta di sabbia e il suo esatto perimetro risultava non rilevabile.
Chiamando in causa la “Mistica” si affermò che:
- il corridoio d’entrata sarebbe una sorta di “Sala di poreparazione all’iniziazione misterica”
- che il corridoio discendente interno simboleggi la “degradazione dell’uomo che non ha incontrato ancora la Verità”
- che il corridoio ascendente, invece, simboleggi la ” Sala della Verità all’Ombra”
- che la Grande Galleria rappresenti la “Sala della Verità alla Luce”
- che la Sala del Sarcofago sia la “Sala del Mistero, del Giudizio,ecc…”
E non poteva mancare l’apporto dell’Esoterismo che, con grande disinvoltura, accostò alla Piramide il “Libro dei Morti” custodito al Museo Egizio di Torino.
In che modo?
Attraverso una comparazione delle assise dei blocchi della Grande Piramide con i Capitoli del famoso Papiro di Torino, dimenticando, però, che questo fu redatto più di 2000 anni dopo la costruzione delle Piramidi di Gizah.
Essendo, nell’ambiente esoterico, la Cabala Ebraica considerata la chiave di lettura delle Sacre Scritture, infine, si accostò questa pseudo-scienza ai componenti della Grande Piramide per comparare ed interpretare gli eventi descritti nella Bibbia.
Lo si fece introducendo nel Rituale e nelle Cerimonie in uso presso queste associazioni, eventi e figure divine appartenenti alla religione dell’Antico Egitto come Iside e Thot (l’Ermete greco)
Scrive Kingsland:
“Alcune Piramidi sono ricettacoli di Conoscenza e Saggezza dissimulati negli Antichi Misteri e noti agli Iniziati…”
Sempre dello stesso autore:
“… il segreto delle Piramidi é noto agli Iniziati che non hanno mai perso la Saggezza degli Egiziani, in relazione al Libro dei Morti con il Cristianesimo e le Sacre Scritture…”
“La Piramidologia – giunse ad affermare A. Rutheford – é la Scienza che dimostra il rapporto della Grande Piramide con la Verità Biblica.”
La Grande Piramide nasconderebbe, dunque, la “chiave di interpretazione” per scoprire i Segreti dell’Universo e della Perfezione ed al contempo, costuirebbe una “tavola di profezia” secondo la quale:
- ci sarebbe stato il rientro in patria di tutte le 12 tribù di Israele.
- a New York il 29/5/1928 sarebbe caduta la Borsa.
- che l’Islam sarebbe stato abolito in Turchia
e molte altre assurdità smentite dai fatti.

venerdì 10 gennaio 2014

Vicende Iside - Osiride - Horo............ HORO, il Salvatore




HORO-GIOVANE....  il Salvatore

Salvatore di Osiride e Salvatore dell'umanità.
Se Osiride è considerato  il Dio della gente comune poiché al contrario di Ra, Ptha o Ammon non fornì mai un base al potere politico, Horo è certamente una delle massime concezioni del pensiero filosofico religioso della cultura eglizia.
Ad Horo è affidata la missione di riportare  Ordine e Giustizia in un mondo caduto nel Disordine e nella Confuzione  compromessi  e stravolti da Seth il Perturbatore.
Suo padre Osiride  è morto e; giace inerte e completamente passivo e questo stato di cose durerà fino a quando il suo erede non vincerà sui nemici.
I nemici di Horo sono Seth e i suoi sotenitori.
La lotta sarà lunga e terribile, poiché Seth, nel mito osiriaco, è la personificazione della Morte e del disfacimento fisico. Sarà una battaglia durissima, a tratti tragicomica,  durante la quale Horo strapperà i testicoli a Seth e Seth caverà un occhio, quello sinistrao, ad Horo.
Una lotta senza quartiere che si trascinerà per lungo tempo senza vinti né vincitori, ma che sconvolgerà "l'età d'oro" istaurata da Osiride e spingerà La Divina Compagnia ad intervenire perché vi si ponga fine.
Sarà Thot, Personificazione dell'Ordine, incaricato da Atum il Supremo, del delicato compito.
               "Oh, Thot! Che cosa sta succedendo fra i figli di Nut?
                 Essi han creato la lotta; hanno eccitato la confusione.
                 Hanno agito male, hanno suscitato la rivolta..."

HORO...  il Salvatore
Seth e Horo, i due  Contendenti, saranno chiamati a interrompere le ostilità e presentarsi al cospetto della Divina Compagnia che deciderà a chi dei due assegnare la palma della vittoria e il diritto ad occupare il trono d'Egitto.
Il Giudizio divino favorisce Horo: Ordine e Ragione prevalgono su Disordine e Violenza.
Horo è riconosciuto erede di suo padre;  é riconosciuta la discendenza paterna ed assicurata la pace e la giustizia.
                ".... la Terra fu solcata e sconvolta dai due che avevano combattuto
                  .......... La contesa ebbe fine. La lotta si fermò.
                  L'ardente fiamma fu spenta. L'odore del sangue spazzato via..."
Horo vincitore può finalmente prendere il potere e sedere sul trono come Nuovo Re e subito dopo partire per recarsi nel Mondo Sotterraneo a portare al padre, sempre inanimato ed immobile, la Buona Novella.

Osiride giace nel Mondo di Sotto, ma non è morto, bensì trasformato in forza "inerte" della Natura che aspetta di "mettersi in movimento"
                          "Il mio corpo alla Terra
                            La mia anima al Cielo."
farà dire, in un testo risalente all'epoca del faraone Zoser.

Sarà suo figlio Horo, il Nuovo Signore dell'Universo che,  rendendolo consapevole della Buona Novella del ricostituito Ordine Cosmico,  "metterà in movimento" il suo corpo inerte e lo scuoterà dallo stato di incosciente torpore:
                           "Sorgi, Tu che fosti buttato giù a Nedit!
                              Respira felicemente in Pe!"
e ancora:
                            " Questi é Horus che parla.
                              Egli ha allestito un processo per suo padre
                              Si è rivelato padrone della Tempesta (Seth)
                              Si è opposto alle tonanti minacce di Seth..."

Osiride è riportato in vita. Osiride si scuote. Rinasce. Rivive, ma non nella vecchia forma, bensì come Spirito della Vegetazione, poiché egli è la Natura. La Natura così come era intesa all'epoca: con la desolazione estiva e lo spirito della vita che poteva addormentarsi e morire, ma che poi si svegliava per tornare a vivere.
Altrettanto era il destino di Osiride:
                               "Se ne andò, si addormentò, morì."
ma poi, la salvezza ad opera del figlio Horo:
                               "Tornò, si svegliò, vive di nuovo!"

L'intervallo, però,  tra queste due fasi, la Morte e la Resurrezione,  è un momento critico  e delicato. Pieno di pathos. Il pericolo di disfacimento e corruzione fisica è altissimo.
E', questo, l'acme dell'intero dramma.
Vulnerabile ed inerme, esposto ad ogni insidia, l'Inanimato Osiride, ma anche lo Spirito della  Natura che simboleggia, così come il corpo del defunto che in Lui si identifica,  hanno bisogno di protezione.

Questa "vigilia", questo periodo di "transizione", nelle vicenda di Osiride era colmata dalla "veglia" e dal pianto di Iside e Nefty  in attesa di Horo.
Nelle vicende umane, invece, erano familiari, amici e prefiche ad assistere e piangere il defunto. Lo facevano nel corso delle numerose cerimonie funebri, come quella, fondamentale, della "Apertura della Bocca".
Era sempre un momento di grande tensione emotiva.
Il sacerdote esorcista funerario di massimo grado fingeva di dormire e di svegliarsi al richiamo della voce  che lo "chiamava in soccorso".
Così il Rito.   Così il Mito.

Nel Mito, quello risalente ad epoca successiva, Osiride invoca il soccorso del figlio Horo che discende nel mondo sotterraneo, lo raggiunge e lo libera della "Immobilità", annunciandogli la Buona Nvella: la Ma'at, il Ricostituito Ordine delle Cose e della  Giustizia.
Da Osiride, invece, Horo riceve il Ka, ossia lo Spirito e l'eredità del Comando e può prendere il suo posto sul trono.
Ora che  è "riemerso" dalle  tenebre, rinato e risorto,  Osiride può finalmente liberare la propria Anima.
Egli, che giaceva impotente in un nero antro del Mondo Sotterraneo, avvolto nelle spire  del serpente Nehaher,  al comparire del Disco Solare  mostra i  primi  segni  di rianimazione. Il Disco Solare sta attraversando gli Inferi nel suo percorso notturno e nel vederlo dice:
                 "Oh, Osiride, Tu che il Grande Serpente circonda
                    e voi, o sanguinari, che precipitate a capofitto,
                  ..............
                   Possa la mia Luce illuminare la tua Caverna
                   senza che ilserpente se ne accorga...
                    ... Sorgi dalla Terra."

I "sanguinari" sono gli avversari di Osiride e seguaci di Seth, che la potenza di Horo ha già atterrato e il "sorgere dalla Terra" è l'attestazione del trionfo di Osiride.
E' il momento più elevato del dramma. E' il momento della vittoria e del trionfo: é l'apice della Rinascita e della Trasformazione di Osiride.
Anche l'opera di Horo è terminata; come terminata è l'assistenza di Iside.
Questa è la volontà del Dio -Supremo!  Atum in persona è entrato in scena a questo punto del dramma. Con lui c'é l'onnipresente Thot, Signore dell'Ordine.
E' il momento culminante della trasformazione di Osiride, ma non è  più quello della "passione", bensì quello del "trionfo".
Nella "passione" erano state Iside e Nefty a sorreggerlo, nel "trionfo" è Atum il Supremo a  condurre l'azione. E' Atum ad autorizzare ogni atto  da questo momento: la consegna dell'"Occhio di Horo"  e  della "Parola divina", simboli di Vita-attiva e di Supremo-potere.
Ed é Atum a sollecitare l'arrivo del Vento del Nord che con il suo respiro annunzia l'Inondazione e l'inizio del nuovo ciclo di vita della Natura e della Resurrezione del Dio morto.
Osiride ha lasciato il luogo di tenebre e  d'ora in poi  dimorerà nel Luogo Primevo e il suo trono poggerà sul Tumulo della Creazione, nella "Niwt", la "Vittà Luminosa", dove  ridìsiederà per Giudicare.
Per farlo, Egli siederà in un Palazzo del Tumulo, che è al centro del Mondo.
Egli è  Signore della Rettitudine e  Signore dell'Ordine della Natura e  dello Spirito della Germinazione.
Osiride, dunque,  è il Signore dei defunti   i quali dopo un esame da parte di 42 Giudici Divini,  vengono condotti in sua presenza da Horo per essere giudicati.

martedì 12 febbraio 2013

FARAONI - Re Scorpione



RE SCORPIONE

Fu l’ultimo Sovrano della Dinastia 0.


Va precisato che non si trattava di veri e propri sovrani, ma di capi e principi locali.

Secondo le antiche credenze religiose e storiche, in Egitto in origine regnavano gli Dei, cui succedettero i Semi-Dei, i quali prepararono l’avvento al trono agli uomini.


Re Scorpione, secondo la tradizione, era l’ultimo dei Re Semi-Dei.

Comparve sulla scena nell’Alto Egitto quasi all’improvviso ma, in realtà, la sua presa di potere fu frutto di strategia militare, diplomazia e conoscenza scientifica (in relazione soprattutto alla metallurgia dell’epoca del bronzo, alla distribuzione delle acque mediante la canalizzazione ed allo sviluppo dell’agricoltura.

Scorpione fu anche un Re-Guerriero e lo testimonia la straordinaria “Mazza da guerra” in calcare, proveniente dal sito di Jerancopoli, l’allora capitale del territorio e conservata al Museo di Oxford.


Questo reperto é, in sostanza, l’affermazione da parte di Re Scorpione (questo nome gli è stato dato dal geroglifico dello scorpione inciso sulla mazza) della sua sovranità sul territorio dell’Alto Egitto ( il Sud del Paese) e sulle popolazioni, compresi i nomadi che si spostavano di oasi in oasi.

Sarà con il Re-Scorpione che si comincerà a delineare l’Egitto Faraonico.


Lo Scorpione non è certo il personaggio presentato nell’ultimo film, (dagli effetti speciali e dalle tante inesattezze storiche) ma è certamente una figura straordinaria.

Non si presenta come un principe o capo-clan, (numerosi, all’epoca), ma come un vero Monarca incoronato.

Non si limita a guerreggiare e conquistare popoli e territori, ma trasforma paludi e terre aride in terre coltivabili.  Controlla le piene del fiume, favorisce lo sviluppo dell’agricoltura e della pastorizia, quello della lavorazione del legno e del metallo, della tessitura e della ceramica.

Lo Scorpione è, in verità, il primo grande Sovrano di un Egitto non ancora unificato.


Su di lui fioriscono molte leggende, leggende, che affondano le proprie radici in miti assai lontani, risalenti alla lotta fra i Seguaci di Horo e i Seguaci di Seth.

Si tratta di un mito (quello della lotta fra Horo e Seth) che trova riscontri nelle vicende storiche e cioè, nelle lotte fra popolazioni dell’Alto e del Basso Egitto prima dell’unificazione dell’intero territorio.


Il mito.

Scorpione, il cui nome dovrebbe essere Selk-Hor (Selk, come Scorpione e Hor, come seguace di Horo), secondo la leggenda era figlio di un principe locale seguace di Horo e della dea Scorpione. Sterminata la famiglia a seguito di un’ennesimo scontro (o congiura) e scampato all’eccidio, il ragazzo venne allevato da un fedele servitore.

Valente guerriero e gran conoscitore della metallurgia, costui lo rese edotto dei “segreti della natura” e lo avviò alle armi, fino al momento della riscossa… il resto è quel poco che si può dedurre dalle scoperte archeologiche.

lunedì 11 febbraio 2013

ANTICO EGITTO - Le Dinastie dei Faraoni


Studiosi ed egittologi hanno diviso (per comodità) la Storia egizia in lunghi periodi: Antico, Medio e Nuovo Impero, interrotti da  un  Primo e Secondo periodo Intermedio in cui si susseguirono 30 Dinastie.

Sulle prime Dinastie, però, ancor oggi vi sono dubbi ed incertezze circa la datazione e gli stessi Sovrani. Cosicché, si è circoscritto un periodo (e le sue vicende) racchiudendolo in una “DINASTIA O”  antecedente al 3.200 a.C.

Nella presentazione di alcuni Faraoni noti e meno noti, partiremo proprio da uno di questi Sovrani appartenuto alla Dinastia O e conosciuto con il nome di:  RE SCORPIONE



domenica 10 febbraio 2013

ANTICO EGITTO: la FAMIGLIA sostegno indispensabile del FARAONE


IL FARAONE E LA FAMIGLIA





Il concetto di Dio-Re, in Egitto, andò mutando e perdendo potere fin dal Primo Periodo Intermedio. (seguito all’Antico Regno).

Durante il Nuovo Regno furono molti i Sovrani che conquistarono il potere attraverso guerre, lotte, intrighi di corte e non solo per nomina divina.

Ne consegue che un Faraone non sarebbe stato in grado di regnare se non avesse goduto di un grande sostegno: quello della famiglia.

E’ evidente, perciò, la necessità di un Sovrano di avere tante mogli, tanti figli, tanti fratelli e sorelle a sostenerlo.

Ramesse II aveva una ventina di mogli (tra Primarie e Secondarie) ed altrettante concubine, che lo resero padre di 200, circa, tra figli maschi e figlie femmine.

Funzionari, Dignitari di corte, Sacerdoti di massimo grado, generali… erano quasi sempre imparentati tra loro.

Il prescelto a sedere sul trono, non era necessariamente il primogenito, (non lo è stato quasi mai) ma quello designato dall’intero collegio familiare.

Così, Ramesse II, quartogenito di Sethy,  fu fatto Faraone al posto del fratello primogenito il quale, però, non la prese molto bene e gli mosse guerra.


Anche Kafra (meglio conosciuto come Kefren) , divenne Faraone dopo che uno dei fratelli gli usurpò per una decina di anni il trono, mentre invece il fratello maggiore, il primogenito di Khufu, (Keope) fu suo fedele alleato.


Alleato e sostenitore, oltre che architetto e progettista  nella costruzione della Grande Piramide, fu anche il fratello maggiore di Khufu (noto come Keope)

ANTICO EGITTO: FARAONE - Incarnazione di Dio


IL FARAONE



Abbiamo, oggi, l’abitudine di indicare con il termine FARAONE, Sovrani come Keope o Sesostri, vissuti in epoca della storia egizia piuttosto lontana.

In realtà, quello di  FARAONE è un  titolo attribuito ai sovrani del Nuovo Regno e, secondo alcuni studiosi, precisamente a Thutmosis III, sovrano della XVIII Dinastia, 1.200 anni circa a.C.

Erano cinque i titoli attribuiti ad un sovrano al momento della sua incoronazione:

n      Horo:  il Falco Divino di cui il sovrano era la manifestazione in terra.

n      Le Due Signore: (Uadjet – Cobra e Nekhbeth- Avvoltoio)  Dee del Basso e Alto Egitto

n      Horo d’Oro (evocazione della vittoria di Horo su Seth)

n      Colui che appartiene al giunco e all’ape (simboli del Sud e del Nord dell’Egitto)

n      Figlio di Ra



Qual è il significato della parola Faraone?


E’ la traduzione, effettuata da un gruppo di studiosi ebrei ad Alessandria d’Egitto, dell’antico termine   egizio Per-aat in Far-aw

Per-aat, letteralmente significa: Palazzo Divino.


Per meglio comprendere il concetto esaminiamo i seguenti termini egizi:

-         Hut: significa dimora in senso lato 

-         Per: significa, invece, dimora in senso fisico (casa, palazzo, edificio..)

-         Mer : infine, è la dimora, sempre in senso fisico, del defunto (piramide, mastaba..)

-          

Il corpo del Sovrano era la “Casa” in cui dimorava lo spirito di Dio: la sua Incarnazione.

Incarnazione, dunque e non Dio o Figlio di Dio!


Egli era il tramite fra  Dio e l’Uomo ed era la manifestazione della “ma’at” ossia l’ Ordine Cosmico Naturale. 

Era colui che esercitava il potere sugli elementi della natura ed in particolare sulle Acque, sulle Piene e sull’avvicendarsi delle Stagioni.


Le origini del concetto di Regalità Divina risalgono a tempi preistorici.

A quell’epoca, però, che segnava la fine del Matriarcato e l’inizio del Patriarcato, quella di un Re era una vera lotta contro il tempo.

Quando il potere cominciava a mancargli, a causa di malattie o decadimento fisico, il Sovrano veniva ucciso e il suo sangue o le ceneri, venivano sparse sui terreni per favorirne la fertilità.

In verità, tale consuetudine era presente in tutte le società preistoriche e non solo in quella egizia.

Solamente in epoca storica, la cruenta usanza del sacrificio del Re fu sostituita da un rituale magico.

Tale rituale, chiamato Festa  “Sed” o  Giubileo Reale, consisteva in una cerimonia attraverso cui il Re doveva recuperare le forze vitali.

Erano celebrate dopo i 30 anni di regno, ma assai spesso anche ad intervalli più ravvicinati.

La Cerimonia durava quattro o cinque giorni, durante i quali venivano innalzate cappelle a Uadet e Nekhbet,  Divinità Protettrici del Paese (la  dea Cobra e la dea Avvoltoio) e il Faraone cingeva le due Corone: del Nord e del Sud dell’Egitto. 

Il rituale comprendeva sacrifici offerti in onore delle due Divinità, accompagnati da processioni e preghiere, ma un prova di vigore da parte del Sovrano, il quale doveva procedere per quattro volte ad una corsa simbolica: i quattro punti cardinali entro cui era racchiuso il territorio del Regno.


Feste del Giubileo, in realtà, si celebrano ancora oggi: vedi la regina Elisabetta d’Inghilterra, vedi i Papi, ecc..)


giovedì 7 febbraio 2013

ANTICO EGITTO - HAPY Signore del Nilo


HAPY


Dio del Nilo e anche nome del fiume, era la personificazione delle fecondità delle sue acque e, per questo, raffigurato con i caratteri di entrambi i sessi e con testa di toro.

L’unico Tempio a lui dedicato si trovava sull’isola di Rodha, poiché il fiume stesso era il suo Tempio. Si riteneva, infatti, che risiedesse in una caverna oltre la Sesta Cataratta. 

Nel Tempio di Rodha viveva il Toro Sacro che per essere tale doveva possedere alcuni requisiti: una macchia triangolare bianca sulla fronte, un’altra a forma di ali di avvoltoio sulle spalle, ecc..

Durante le festività in suo onore, in occasione dello straripare delle acque, i fedeli accorrevano da tutto il Paese. Le porte del Santuario si spalancavano e il Toro Sacro veniva fatto sfilare tra una folla festante che gettava ai suoi piedi tavolette e pezzi di pietra levigata con richieste di grazie.

Se il Toro le toccava con gli zoccoli, le grazie sarebbero state concesse…. Se poi non accadeva… bastava riprovare l’anno successivo.

Alla morte, il Toro Sacro veniva imbalsamato e portato in corteo nella necropoli e i sacerdoti si mettevano subito alla ricerca del successore.

mercoledì 6 febbraio 2013

THOT - Signore dei Geroglifici


THOT



Dio della Scienza e della Sapienza, inventore della Scrittura e Patrono degli Scribi e degli Intellettuali, Thot era raffigurato con testa di Ibis(o babbuino.  Tra gli Dei più forti ed antichi dell’Egitto,  il suo culto era praticato ad Hermopolis.

Divinità dagli aspetti molteplici, Thot è il “Signore dei Libri e dei Geroglifici”, per essere l’inventore della Scrittura ed aver scritto di proprio pugno i  Libri della Sapienza.  Ma è  anche il “Custode dei Segreti della Natura”  e il “Signore della filosofia ermetica” per cui è associato alla Magia e al Mistero: fu da Thot, infatti, che Iside apprese tutte le sue arti magiche.

Scriba Divino e Genio dell’Ordine Cosmico, egli è presente nel Tribunale di Osiride e sorveglia la Sacra Bilancia di Maat,  durante la Cerimonia della Psicostasia (Pesatura dell’anima) a cui deve sottostare il defunto.

Tale Cerimonia consiste nell’affermare la propria Dichiarazione d’Innocenza dei peccati di cui si  viene accusati.  La veridicità di tale affermazione è confermata o negata dalla Sacra Bilancia sui cui piattelli sono posti il cuore e una piuma: quella che Maat,  Dea dell’Ordine e della Giustizia,  porta sul capo: il cuore non deve pesare più della piuma, ma… formule sacre e protezione divina, aiutavano a  rendere “leggero” il cuore. (di tale rito ci occuperemo a breve)

Thot è anche una Divinità Lunare e uno dei suoi aspetti è il susseguirsi delle fasi della Luna, che fanno di Lui il “Signore della Perpetuità”.

Nella funzione di Manifestazione di Ra, di cui è il Verbo, egli è partecipe alla Creazione dell’Universo e, quale Dio Saggio e Riflessivo, è spesso presente in molte delle dispute fra Dei.

Sarà Thot, infatti, nella Grande Contesa fra Horo e Seth,  a  convincere i due contendenti ad una tregua e poi alla riappacificazione.

Nelle vicende della dea Iside, lo vediamo correre in soccorso della Dea per aiutarla a sfuggire a Seth che la tiene prigioniera ed a nasconderla nelle paludi, dove Iside da alla luce Horo, il figlio di Osiride.

Lo stesso fa con Nut, dea del Cielo, di cui è l’eterno innamorato: vince a Shu, in una partita a senet (una sorta di scacchi) i cinque giorni ipagomeni durante i quali la Dea potrà mettere al mondo i quattro figli, avendole Shu, suo padre, proibito di farlo nel resto dell’anno.

venerdì 1 febbraio 2013

ANTICO EGITTO: Dei Figli di DIO - HORO il Dio Sole


HORO





Figlio di Osiride ed Iside, raffigurato con testa di Falco, Horo simboleggia la regalità divina e la natura divina del Faraone.
Quando un principe ereditario diventa Faraone, ne diventa la: "Incarnazione di Dio" poiché la Dinìvinità in questione è proprio Horo.

Lo troviamo al centro della Dottrina Osiriaca come vendicatore del padre ucciso da Seth.

Iside, racconta la leggenda, per proteggerlo dallo zio lo nascose nelle paludi, affidandolo alle cure del deforme Bes, Dispensatore delle Sabbie-del-Sonno, il quale con il suo lazzi copriva il pianto del piccolo Dio. 

Quando fu cresciuto, Horo affrontò Seth in epiche battaglie che, però, non vedevano un vinto né un vincitore. Horo si vide strappare un occhio (da cui: Occhio di Horo o Occhio di Osiride, di cui parleremo in seguito e da non confondere con l’Occhio di Ra) mentre Seth fu mutilato degli attributi sessuali.

Alla fine, Ra si vide costretto ad intervenire e dopo un’Assemblea con tutti gli Dei, fu deciso quanto segue: a Horo il potere sulla Luce ed a Seth quello sulla Tenebra… anche se non tutti furono soddisfatti dell’assegnazione di quei ruoli… Ma c’è qualcuno contento di qualcosa?... Gli Dei non facevano eccezione... anzi!

Horo, però, è anche la “Manifestazione di Ra” (attraverso l’astro solare); Horo è presente a bordo della Barca Solare durante il tragitto notturno e ancora, Horo è accanto al defunto durante il Giudizio del Tribunale di Osiride.

domenica 27 gennaio 2013

ANTICO EGITTO - Insegnamenti degli Antichi Saggi


ANTICO EGITTO - Gli insegnamenti degli Antichi Saggi




Se accade che vi sia contesa con chi

è uomo di potere e superiore,

serra le braccia e curva la schiena:

con lo scherno non otterrai il suo accordo.

Non badare alle sue male parole

e non contraddirlo quando egli attacca:

il tuo controllo eguaglierà il suo straparlare

ed  ignorante  egli sarà chiamato

(da: Le Istruzioni di Pthahotep – IV Dinastia)




Colui che compie il male la riva lo respinge.

L’acqua della Piena lo trascina via.

Il vento del Nord cala per porre fine alla sua ora

e si confonde con il temporale.

Alta è la nube temporalesca e malvagi i coccodrilli

Le sue urla raggiungono il cielo.

e la Luna dichiara il suo crimine,

ma noi non agiamo come quelli del suo stampo.

Sollevalo, dagli la amano e lascialo nelle mani di Dio.

Che sia egli sazio e pianga: una cosa buona al cuore di Dio

è attendere prima di parlare.

(da: Gli Insegnamenti del saggio Amenopeth – XVIII Dinastia)

sabato 26 gennaio 2013

I Matrimoni incestuosi dei Faraoni


I MATRIMONI INCESTUOSI DEI FARAONI





Perché i Faraoni sposavano figlie e sorelle, praticando, così, incesto?

La domanda è legittima e la risposta pare scontata:

“Per preservare la purezza del sangue.”

Un fondo di verità c’è, in questo, ma ci sono anche altre cause: tradizione, politica, religione…

Sappiamo che l’Egitto non era il solo Paese a seguire tale consuetudine: il babilonese Abramo aveva per Sposa Primaria la sorella Sarai e l’ittita Suppilulumia, di sorelle ne aveva sposate addirittura due.

In realtà, in Egitto l’incesto era considerato un reato e come tale punito, ma solo per la gente comune.

Perché, dunque, quella pratica contro natura nelle Famiglie Reali?

In Egitto ( e non solo in Egitto) il trono si ereditava per via femminile: durante il matriarcato prima e in retaggio di tale sistema, dopo.

Era nelle vene della Grande Consorte Reale che scorreva il “sangue divino” ed era lei ad essere, da sempre, considerata “Figlia di Dio”. (basta dare uno sguardo alle iscrizioni del Tempio di Deir El Bahary, il Complesso Funereo di Huthsepsut, la Regina-Faraone)


La Grande Consorte Reale trasmetteva alla principessa ereditaria il suo sangue divino assieme al diritto al trono:  questo, dunque, era “proprietà” della Grande Regina e passava in eredità a sua figlia.

Il principe ereditario, designato dal Faraone in carica, lo riceveva dopo un complesso cerimoniale che possiamo riassumere in tre momenti:

-         Le Nozze Divine:  tra la principessa ereditaria e il Dio Dinastico (Ammon, in questo caso), celebrate nel Tempio Dinastico di Karnak, a Tebe: uno dei misteri più impenetrabili dell’Antico Egitto.

-         Le Nozze regali:  della principessa e futura Regina con il principe ereditario

-         L’atto sessuale: e il conseguente mescolamento di sangue.


Attraverso tale cerimoniale lo spirito del Dio-Dinastico passava dal corpo della principessa in quello del principe: il futuro Faraone. (Per-oa, ossia Palazzo Divino:  il luogo in cui si incarnava la Divinità. Faraone, che vuol dire Incarnazione di Dio )


In teoria,  ogni uomo poteva, sposando la principessa ereditaria, diventare Faraone.

Il pericolo di guerre dinastiche tra principi era reale ed elevato; non esisteva diritto di primogenitura, ma solo quello di designazione da parte del Faraone, anche se di norma ad essere designato era, ma non sempre, il primogenito.

Reale ed elevato era anche quello costituito da guerre di conquista da parte di stranieri.

Il Faraone in carica, dunque, alla nascita della principessa ereditaria le assegnava un marito: uno dei principi ereditari. Accadeva, però, anche che la prendesse in sposa egli stesso, in assenza di fratelli.

Così fece il faraone Amenopeth IV (conosciuto anche come Akhenaton), che sposò tutte e sei le figlie; Sua Maestà Sety I, invece, fece sposare due sorelle al suo successore designato: Ramesse II (che pure era già sposato con la bellissima ma molto borghese Nefertari)

Lo stesso fece il faraone Thutmosis I con il figlio Thutmosis II, che diede come marito alla celeberrima Huthsepsut, Regina-Faraone.


nota: si suppone che sia stato per impedire una guerra dinastica che la principessa Maritammon, figlia del più celebre Thut-ank-Ammon, abbia finito per sposare il generale Haremhab diventato, in seguito a ciò, Faraone:  un Faraone usurpatore.

Come lo erano tutti i suoi discendenti: i Ramessidi.


lunedì 4 giugno 2012

ANTICO EGITTO - FIOR DI LOTO




FIOR DI  LOTO



Proprio all’ingresso della prima delle grandi Sale della Statuaria, al Museo Egizio di Torino, c’è una splendida colonna papiriforme ornata alla base da un fior di loto chiuso e in alto da un fior di loto aperto.

Osservandola, ogni volta mi viene in mente un episodio riportato da:  “Le Istruzioni di Amenemeth”

(Libri della Sapienza).



Amenemhet era un Sovrano con qualità di scriba e teneva una lezione a suo figlio sulla misericordia del  Nether- Wa,  Dio-Unico,  verso gli uomini.

Dopo un po’, il ragazzo, piuttosto scettico, gli fece una domanda:

“Signore, – disse -  Come può Dio occuparsi di tutti gli uomini che sono tanti, tanti e poi tanti ancora ed ancora di più?”

Dopo un attimo di riflessione, Amenemhet chiese:

“Figlio, hai mai contemplato un fior di loto?”

“L’ho fatto, sì.” rispose l’altro con accento un po’ stupito.

“Lo sai, figlio, che ogni sera il LunareThot provvede a chiudere ognuno dei petali del calice del fior di loto, affinché né insetti, né animali, né vento o acqua lo danneggi? E lo sai che ogni mattino il Solare Horo provvede a riaprire quei petali per ridare al fiore vita e bellezza?…  Se due Divinità importanti come Thot ed Horo si occupano di un umile fiore, come puoi dubitare dell’interessamento di Dio verso l’uomo, la più importante ed amata delle sue creature?”



Cosa dire di insegnamenti come questo!… E’ così attuale, che sembra uscito dalle labbra di un Pontefice.


giovedì 5 aprile 2012

ANTICO EGITTO - il faraone Akhenaton e il suo dio ATON




ANTICO EGITTO – il faraone Eretico e iL suo dio ATON



Entrando nel Museo de Il Cairo, la prima cosa che colpisce ed inquieta lo spirito è la vista della colossale statua di Amenophet (o Amenofi) IV. Ci colpisce e inquieta soprattutto per la fedeltà cruda dei tratti e delle linee. Ci fa capire, anche, quanto quell’uomo fosse tormentato dalla ricerca della “Verità”.

Figlio del faraone Amenopeth III e della regina Tuya, Amenopeth IV seguì questo sogno e lo concretizzò attraverso la instaurazione di un nuovo culto religioso che fosse lo specchio della Verità, della Misericordia e dell’Uguaglianza, personificato in un solo, nuovo (ma non troppo) Dio: l’ATON.

Un pensiero filosofico straordinario e unico, per l’epoca.

Sarà stato, però, solamente l’anelito mistico a spingerlo a mettersi contro AMMON (contro i sacerdoti di Ammon, a dire il vero) ed a detronizzarlo?

Forse no. Forse non solo.



Epoca XVIII Dinastia. I sacerdoti di Ammon, Patrono di Tebe, che dall’inizio della dinastia hanno appoggiato i sovrani della famiglia dei Thotmosis e degli Amenopeth, hanno ricevuto in cambio sempre maggiori poteri e soprattutto ricchezze… esenti da tasse.

Erano i sacerdoti di Ammon che decretavano la nascita e la fine di Re e Dinastie; erono i sacerdoti di Ammon che detenevano nelle loro mani tutto il Sapere (dalla Matematica all’Astronomia, dalla Medicina all’Architettura,  ecc).  Ogni attività, commerciale, agricola, artigianale… era inserita in Corporazioni e soggetta al loro controllo.  

Amenopeth IV non poteva più tollerare tale strapotere.

Fin da giovane, egli era sempre rimasto affascinato dalla Divinità Solare che si manifestava ogni mattino attraverso l’ATEN, ossia l’Astro Solare, e in esso volle  concentrò il nuovo culto.

Fece chiudere i templi di Ammon e di altre divinità e fondò una città: AKHETATON (Città dell’Orizzonte), in cui si trasferì con la corte e la splendida moglie, la celeberrima regina Nefertiti.

La città era un omaggio al nuovo Dio: un Dio misericordioso e giusto. Anche un Dio anzi, tempo, però, non compreso e perfino osteggiato.

Prigioniero della propria splendida utopia, Akhenaton finì per disinteressarsi del trono (che faceva gola a troppi). Poco a poco venne lasciato solo; perfino Nefertiti lo abbandonò e tornò a Tebe.

La sua morte avverrà in circostanze misteriose: morte violenta. Forse veleno.

Dopo una sanguinosa guerra religiosa fra le due fazioni: quella di Aton e quella di Ammon, il culto di quest’ultimo venne ripristinato a pieno titolo e la splendida AKHETATON, finì nel dimenticatoio… fino al  XVIII secolo.

mercoledì 4 aprile 2012

ANTICO EGITTO - I matrimoni incestuosi dei Faraoni




“Perché i Faraoni sposavano figlie e sorelle?”

La domanda è spontanea ed altrettanto lo è la risposta: “Per conservare puro il sangue!”

Un fondo di verità c’è, ma ci sono altre cause: tradizionali, religiose e politiche.

E l’Egitto non era il solo Paese ad avere questa consuetudine: il babilonese Abramo aveva sposato la sorella Sarai; l’ittita Suppilulumia, di sorelle ne sposò addirittura due.

In realtà, l’incesto era ritenuto un reato e come tale punito, per la gente comune.

Perché, allora, quella pratica nelle famiglie reali?

In Egitto (e non soltanto in Egitto) il trono si tramandava per via femminile: durante il matriarcato, prima, e in retaggio di tale consuetudine, dopo.

Era la Grande Consorte Reale a possedere nelle vene il sangue divino  (era sempre Figlia di Dio: basta dare uno sguardo al Tempio della regina Hutsepath) e lo trasmetteva alla principessa ereditaria assieme al diritto al trono.

Il principe ereditario lo riceveva dopo un complesso cerimoniale:

- le Nozze Divine della principessa nel Tempio Dinastico con il Dio Dinastico (Karnak, nel Nuovo Regno): uno dei misteri dell’Antico Egitto.  

- Le Nozze Regali con la principessa

- l’atto sessuale e la mescolanza del sangue.

Lo Spirito Divino, attraverso tale cerimoniale, passava dalla principessa ereditaria in quello del principe ereditario: futuro Faraone. (di ciò abbiamo già parlato)

In teoria, ogni uomo poteva diventare Faraone, sposando la principessa ereditaria o la Regina in carica.

Il pericolo di guerre dinastiche tra principi e di conquista da parte di  stranieri era reale ed elevato.

Il Faraone in carica, dunque, alla nascita della principessa ereditaria, le assegnava un marito: uno dei principi, naturalmente.

Così fece Seti I con suo figlio Ramesse II (che pure era già sposato con la borghese Nefertari)

Così fece Thutmosis I col figlio Thutmosis II, che lo dette in marito alla celeberrima Hutsepsuth.

Nota :  si suppone che sia stato per evitare una guerra dinastica che la principessa Maritammon, figlia di Akhenaton e alla morte di Thut-ank-Ammon, si vide costretta a sposare il generale Horenreb, diventato successivamente Faraone: un Faraone usurpatore.


Come i suoi discendenti: i Ramessidi.



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